Cosa mangiare
La mescolanza di razze e tradizioni ha condizionato la storia e la gastronomia della Provincia di Trapani,
Ai Greci sono riconducibili le cotture alla griglia e l’uso dell’origano, dell’aglio e delle olive. Ai Fenici, invece, dobbiamo le tecniche per la cattura del tonno, le vasche per la coltivazione del sale, la pesca del pesce azzurro. Gli Arabi introdussero nuove coltivazioni quali: i meloni, gli agrumi, la frutta secca e il gelsomino. L’aglio ispira una classica pietanza del luogo, la pasta cu l’agghia o matarocco, a base di aglio, pomodoro, basilico e olio extra vergine. Con questo è possibile condire due specialità di pasta fresca: le busiate e gli gnocculi cavati a mano.
Un’altra specialità è la pasqualora, una salsiccia insaccata e stagionata per almeno un paio di mesi.

Il cous cous è un piatto legato alle tradizioni della città a base di semola condita con la ghiotta di pesce.
La tunnina fritta con la cipollata.
La bottarga di tonno eccellente condimento per gli spaghetti.
La pasta con le sarde e le sarde a beccafico.
Il pane cunzato condito con olio, sale, pepe, origano e formaggio primo sale.
La rianata pizza con sarde salate, pomodoro, prezzemolo, origano, aglio e pecorino.
Tipicamente marsalese è lo squarato.
Nelle rosticcerie trionfano panelle, arancini e iris.
La pasticceria marsalese annovera forme, sapori e colori unici.


